Coppia

IL PATTO DI COPPIA

La coppia è composta di tre parti: 2 individui + 1 relazione. La relazione ha alcune regole che vengono definite da entrambi i partner e dal loro modo di relazionarsi e comunicare.

 

Le coppie fanno una specie di metaforica contrattazione (patto) all’inizio della relazione per determinare non solo se ci sarà il matrimonio, ma anche per stabilire le regole della relazione stessa. Il patto definisce i diritti e i doveri, cioè ciò che ciascuna parte riceve in cambio di qualcosa che dà.

 

Quando due persone si incontrano, il rapporto non parte da zero: ciascun individuo ha un sistema di credenze e di aspettative nei confronti del matrimonio che si è strutturato a partire dalle esperienze nella famiglia d’origine e da altre esperienze matrimoniali e di coppia, il tutto poi immerso nella cultura di una specifica comunità e società. Le coppie sviluppano un sistema di credenze condiviso: ciascuno porta nella relazione miti, valori, idee, aspettative, che poi vengono modellate, rinforzate o modificate reciprocamente nella relazione di coppia.

Le idee delle famiglie di origine e della società intorno ai ruoli, ai diritti e alle responsabilità della moglie e del marito, del padre e della madre, esercitano una influenza molto potente tanto da rappresentare il fondamento del patto. La riuscita o il fallimento del matrimonio dipendono dal funzionamento o meno del patto che deve essere sottoscritto da ogni coppia in considerazione delle inevitabili differenze e somiglianze tra i partner.

 

Ogni coppia stipula due tipi di patti:

  • il patto dichiarato o esplicito, rappresentato dell’insieme di promesse che i coniugi si scambiano il giorno del matrimonio (“nella gioia e nel dolore, in salute e malattia”). Si esplicita infatti in una promessa di fedeltà nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia.
  • Il patto implicito. Viene stipulato in base ai bisogni, alle speranze, alle difese che ciascun partner ha sviluppato nel corso della sua storia relazionale e in base ai modelli identificatori con i familiari. Tale patto implicito rappresenta, in sostanza, l’aspetto inconsapevole della scelta del partner, ciò che ognuno di noi proietta nell’altra persona:. All’inizio del rapporto ciascun partner idealizza l’altro e si aspetta che l’altro corrisponda ai propri bisogni e alle proprie aspettative. Si utilizza l’altro per sé e per i propri bisogni. Spesso tali bisogni ed aspettative rappresentano gli stessi aspetti non corrisposti nella propria famiglia di origine. Capita spesso, infatti di proiettare sul partner atteggiamenti o sentimenti che avevano a che fare con uno dei genitori. Il partner non è più visto come tale: la sua personalità viene offuscata e confusa con quella del genitore. Si genera in tal modo un contratto implicito secondo il quale ciascuno dev’essere quello che l’altro vuole che lui sia.

 

Perchè entrambi i patti funzionino e non generino la fine del rapporto è indispensabile che si crei un’intesa di coppia che si appoggia e alimenta l’unicità e l’irrepetibilità della persona amata, accettata nei suoi limiti e desiderata nelle sue caratteristiche. È quindi importante che il patto maturi attraverso tre passaggi: si parte dall’idealizzare l’altra persona, si attraversa poi un momento di delusione legato agli avvenimenti della vita e al fatto che l’altro non sempre corrisponde i nostri bisogni, infine si arriva alla conferma del valore dell’altro per sé e del valore del legame-patto in sé. si passa quindi dal patto “io sposo in te questo e tu sposi in me quest’altro”, al patto “sposo te perché sei tu”.

È possibile attuare questo passaggio e quindi rinegoziare il patto tutte le volte che la coppia si trova a dover affrontare una serie di cambiamenti, come ad esempio nascite, lutti, separazioni, malattie. È in tali momenti che i coniugi, assumendo nuovi ruoli e mansioni, sono facilitati a modificare il patto. Nella rinegoziazione del patto essi devono cercare di:

– costruire l’identità di coppia tramite la reciprocità e il superamento dell’autoreferenzialità;

– differenziarsi-distinguersi dalle famiglie d’origine attuando contemporaneamente un nuovo tipo di legame con esse.

I coniugi devono portare avanti un progetto di regolazione delle distanze con le famiglie di origine ridefinendo le relazioni con esse e tracciando nuovi confini tramite processi di negoziazione.

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