Figli

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

ANORESSIA NERVOSA

L’anoressia nervosa fu descritta la prima volta dal medico inglese Richard Morton nel 1694 e fino a trent’anni fa è stata considerata una malattia rara. Oggi sembra colpire lo 0,28% circa delle adolescenti e delle giovani donne adulte dei paesi occidentali. Il 90-95% delle persone colpite appartiene al sesso femminile e i maschi costituiscono tuttora una minoranza. L’età d’esordio dei disturbo è compresa tra i 12 e i 25 anni, con un doppio picco di maggiore frequenza a 14-18 anni; negli ultimi tempi sono stati diagnosticati casi ad incidenza più tardiva, dopo i 20-30 anni.

L’anoressia nervosa viene definita come rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l’età e la statura.

Una persona è affetta da anoressia nervosa se manifesta tutte le caratteristiche che seguono:

  1. Severa perdita di peso (per es. perdita di peso che porta a mantenere il peso corporeo al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto, oppure incapacità di raggiungere il peso previsto durante il periodo della crescita in altezza, con la conseguenza che il peso rimane al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto).
  2. Paura d’ingrassare: anche se sottopeso il soggetto ha un’intensa paura di acquistare peso o di diventare grasso.
  3. Preoccupazione estrema per il peso e le forme corporee: le persone affette da anoressia nervosa usano il peso e le forme corporee per valutare se stessi e spesso rifiutano di ammettere la gravità del sottopeso.
  4. Amenorrea: mancanza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

 

L’anoressia nervosa viene suddivisa in due sottotipi:

  • Anoressia nervosa con restrizioni: la paziente non ha regolarmente abbuffate o comportamenti di compenso.
  • Anoressia nervosa con abbuffate/condotte di eliminazione: la paziente presenta regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione(per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).

 

La perdita di peso è primariamente ottenuta tramite la riduzione della quantità totale di cibo assunta. Sebbene la restrizione calorica possa essere inizialmente limitata all’esclusione di cibi considerati ipercalorici, nella maggior parte dei casi queste persone finiscono per avere una alimentazione rigidamente limitata a poche categorie di cibi. In aggiunta possono essere messe in atto condotte di eliminazione o la pratica eccessiva di attività fisica, allo scopo di perdere peso.

L’intensa paura di “diventare grassi”, presente negli individui affetti da questo disturbo, non è solitamente mitigata dal decremento ponderale. Anzi, in molti casi la preoccupazione per il peso corporeo aumenta parallelamente alla perdita reale di peso.

La percezione ed il valore attribuiti all’aspetto fisico ed al peso corporeo risultano distorti: alcune persone si sentono grasse in riferimento alla totalità del loro corpo, altre pur ammettendo la propria magrezza, percepiscono come “troppo grasse” alcune parti del corpo, in genere l’addome, i glutei, le cosce. Vengono adottare le tecniche più disparate per valutare dimensioni e peso corporei, come pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le parti percepite come “grasse”.

Nelle persone affette da Anoressia Nervosa i livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo. La perdita di peso viene considerata come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea autodisciplina, mentre l’incremento ponderale viene esperito come una inaccettabile perdita delle capacità di controllo. Sebbene alcuni possano rendersi conto della propria magrezza, tipicamente gli individui con questo disturbo negano le gravi conseguenze sul piano della salute fisica del loro stato di emaciazione.

L’amenorrea, spia di una disfunzione endocrina, fa solitamente seguito al calo ponderale.

Le persone affette da Anoressia Nervosa generalmente giungono all’osservazione medica e al colloquio psicologico, sotto pressione dei familiari, quando la perdita di peso (o l’incapacità di acquistarlo) si fa marcata. Se è la persona stessa a ricercare un aiuto professionale, di solito questo avviene per il disagio relativo alle conseguenze somatiche e psicologiche del disturbo; raramente gli individui con Anoressia Nervosa appaiono preoccupati per il dimagrimento di per sé. Spesso, infatti, manca la consapevolezza di malattia, oppure questa viene fermamente negata.

Quando sono marcatamente sottopeso, molti individui con Anoressia Nervosa possono presentare sintomi depressivi, come umore depresso, ritiro sociale, irritabilità, insonnia, e diminuito interesse sessuale. Sono inoltre spesso presenti marcati sintomi ossessivo-compulsivi, relativi o meno al rapporto con il cibo: molti nei soggetti con Anoressia Nervosa presentano polarizzazione ideativa sul cibo, alcuni collezionano ricette od ammassano cibarie.

Altre manifestazioni che talora si associano all’Anoressia Nervosa sono: disagio nel mangiare in pubblico, sentimenti di inadeguatezza, bisogno di tenere sotto controllo l’ambiente circostante, rigidità mentale, ridotta spontaneità nei rapporti interpersonali, iniziativa ed espressività emotiva eccessivamente represse.

L’età media di insorgenza dell’Anoressia Nervosa è di 17 anni, con dati che suggeriscono una distribuzione bimodale con due picchi, a 14 e 18 anni. Il disturbo si presenta raramente in donne oltre i 40 anni. Spesso è presente un evento della vita stressante, come lasciare casa per trasferirsi all’università, in collegamento con l’esordio del disturbo. L’evoluzione e gli esiti dell’Anoressia Nervosa sono estremamente variabili; in alcuni casi, ad un episodio di Anoressia Nervosa fa seguito una completa remissione; in altri, fasi di remissione, con recupero del peso corporeo, si alternano a fasi di riacutizzazione. Altri ancora presentano un’evoluzione cronica, con progressivo deterioramento nel corso degli anni.

 

BULIMIA NERVOSA

Il disturbo colpisce l’1-3% circa delle giovani donne. La maggior parte delle ricerche effettuate suggeriscono che la bulimia nervosa sia più frequente oggi che in passato. L’età d’esordio dei disturbo è compresa tra i 12 e i 25 anni con il picco di maggiore frequenza a 17-18 anni. Gli uomini sono colpiti raramente.

Una persona è affetta da bulimia nervosa se manifesta tutte le caratteristiche che seguono:

  1. Abbuffate ricorrenti. Un’abbuffata è caratterizzata dal consumo di una grande quantità di cibo unito alla sensazione di perdita di controllo sull’atto di mangiare(ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando)..
  2. Comportamenti di compenso: le abbuffate devono essere seguite da condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso (vomito, lassativi, diuretici, enteroclismi, digiuno, esercizio fisico eccessivo).
  3. Le abbuffate e le condotte compensatorie devono verificarsi almeno 2 volte la settimana per 3 mesi.
  4. Preoccupazione estrema per il peso e le forme corporee: le persone affette da bulimia nervosa si preoccupano molto del peso e della forma corporea e ciò influenza la loro autostima. I livelli di autostima sono eccessivamente condizionati dalla forma e dal peso corporeo.
  5. Il disturbo non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.

 

La bulimia nervosa viene suddivisa in due sottotipi:

  • Bulimia nervosa con condotte di eliminazione: il soggetto pratica regolarmente comportamenti di compenso.
  • Bulimia nervosa senza condotte dì eliminazione: le condotte di compenso usate sono il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo.

Le manifestazioni essenziali della Bulimia Nervosa sono: presenza di abbuffate e di inappropriati metodi compensatori per prevenire il conseguente aumento di peso. Una abbuffata è definita come l’ingestione in un determinato periodo di tempo (in genere minore di 2 ore) di una quantità di cibo più grande rispetto a quanto la maggioranza degli individui assumerebbe in circostanze simili. Sebbene il tipo di cibo assunto durante l’abbuffata vari ampiamente, generalmente comprende cibi dolci, ipercalorici, come gelato o torte.

Le persone affette da Bulimia Nervosa tipicamente si vergognano delle loro abitudini alimentari patologiche e tentano di nasconderle; le crisi bulimiche avvengono generalmente in solitudine. L’episodio può essere più o meno pianificato, ed è di solito caratterizzato dalla rapidità dell’ingestione del cibo. L’abbuffata spesso continua finché l’individuo non si sente “così pieno da star male”, ed è precipitata da stati di umore disforico, condizioni interpersonali di stress, intensa fame a seguito di una restrizione dietetica, oppure da sentimenti di insoddisfazione relativi al peso, la forma del corpo o il cibo. Dopo l’abbuffata fanno seguito umore depresso e spietata autocritica.

Un’altra caratteristica essenziale della Bulimia Nervosa è il frequente ricorso a inappropriati comportamenti compensatori per prevenire l’incremento ponderale Tra i metodi, quello più frequentemente adottato è l’autoinduzione del vomito dopo l’abbuffata. In alcuni casi il vomito rappresenta l’effetto ricercato: la persona si abbuffa per poter vomitare, oppure vomita anche per piccole quantità di cibo. I soggetti con Bulimia Nervosa possono adoperare diversi stratagemmi per indursi il vomito, come l’uso delle dita o di altri strumenti per scatenare il riflesso del vomito attraverso la stimolazione del faringe. In genere, nelle fasi avanzate del disturbo questi soggetti riescono a vomitare a comando.

Gli individui con Bulimia Nervosa pongono una inappropriata enfasi sulla forma e sul peso del corpo per la valutazione di sé, e questi fattori condizionano decisamente i livelli di autostima.

 

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA

Significativi problemi di abbuffate, cioè assunzione di elevate quantità di cibo associate a senso di perdita di controllo sull’atto dei mangiare, affliggono circa il 20-30% dei soggetti che si rivolgono agli specialisti per dimagrire.

Il disturbo colpisce più le donne che gli uomini (rapporto di 3 a 2).

Un’insorgenza avviene di solito nella tarda adolescenza o verso i trent’anni. Questo disturbo è associato a comparsaa precoce di obesità, a frequenti episodi di fluttuazione di peso corporeo, a numerosi episodi di dieta e elevata familiarità per l’obesità.

Il disturbo da alimentazione incontrollata (BED) è caratterizzato da:

  1. Abbuffate ricorrenti.
  2. Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati a 3 o più dei seguenti sintomi: mangiare molto rapidamente; mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni; mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non si ha fame; mangiare da soli a causa dell’imbarazzo; sentirsi disgustati, depressi o molto in colpa dopo le abbuffate.
  3. Marcato disagio a riguardo dei mangiare incontrollato.
  4. Le abbuffate si verificano almeno 2 giorni alla settimana per 6 mesi.
  5. Assenza di comportamenti di compenso sistematici: l’alimentazione incontrollata non risulta associata all’utilizzo sistematico di comportamenti di compenso e non si verifica esclusivamente nel corso di Anoressia Nervosa o di Bulimia Nervosa.

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